QUALITA' ONLINE !

Qualità On Line n° 1-2008, febbraio

Powered by
Visita il sito di ELITEC GROUP

LA QUALITA’ NEL CUORE DELLA SCUOLA - IDEE E AZIONI PER IL MIGLIORAMENTO

Dr.ssa Monia Berghella, insegnante di scuola primaria, auditor ISO 9001/2000 di terza parte. Dal 1995 nel comitato tecnico scientifico di AICQ ER

Questo articolo è disponibile come file pdf stampabile (download).

 

SETTIMANA EUROPEA DELLA QUALITÀ- CONVEGNO NAZIONALE DEL SETTORE SCUOLA AICQ.BOLOGNA 27 NOVEMBRE 2007
Col contributo della Fondazione Cassa Risparmio in Bologna

 

Il convegno, cui hanno partecipato più di cento intervenuti dalla regione Emilia Romagna e fuori nella sede dell’A. S. (ex Irre ER), ha offerto uno spazio di confronto e riflessione su alcuni grandi temi che oggi coinvolgono il mondo della scuola e della qualità, con l’intento di indicare alcune strategie di miglioramento.
Esso era rivolto a tutto il personale scolastico, anche se spesso chi è interessato a queste tematiche all’interno dell’Istituto ricopre una funzione Strumentale (di solito POF o Autovalutazione), oppure è il collaboratore del Dirigente, se non il Dirigente Scolastico stesso, insomma coloro che debbono confrontarsi con le problematiche legate alla gestione organizzativa dell’Istituto. Difficilmente si pensa che tali tematiche possano riguardare il processo di insegnamento-apprendimento.
Tuttavia il titolo della giornata voleva focalizzare l’attenzione degli insegnanti sulla possibilità di arrivare proprio al cuore della scuola, compresa la “vita di classe”.
Si sono proposti, dunque, contributi che hanno cercato di approfondire sia l’aspetto della didattica sia i modelli SGQ, come ad esempio la patente europea della qualità rivolta agli studenti (EQDL), il video “Alice nel paese della qualità” proposto dalla rete SIRQ Piemonte e creato per portare la qualità ai ragazzi, la ricerca condotta dal professor Mario Castoldi (in collaborazione con rete SIRQ, AICQ e USR Piemonte, AICQ Emilia Romagna e Marche e AICQ Toscana), che intende mettere a punto alcuni criteri di riferimento per la qualità d’aula, ma anche proposte e riflessioni su quale debba essere la figura del formatore per la qualità nella scuola (Federico De Cillis), anche alla luce delle nuove frontiere della qualità e della scuola messe in evidenza nel corso della giornata.
In sostanza le proposte del convegno vertevano su quattro grandi aree: dalla gestione dell’organizzazione in qualità alla qualità d’aula e dalla figura professionale per la qualità nella scuola alla qualità del processo di insegnamento-apprendimento e del servizio.

1 

Naturalmente hanno avuto ampio spazio anche le esperienze che si riferivano all’ SGQ, come ad esempio il modello piemontese SAPERI, l’esperienza toscana sul 6Sigma (Alfio Pelli) la sperimentazione di modelli per la qualità negli istituti professionali presentata dal professor Salvatore La Rosa per AICQ Sicilia e l’importanza del premio Qualità nel Veneto che aveva a tema la valorizzazione delle risorse umane.
All’ SGQ è affiliato il tema della autovalutazione proposto dall’Università di Bologna, dipartimento di Scienze dell’Educazione, attraverso una ricerca sulla valutazione della qualità calata nella didattica, condotta dalla professoressa Eugenia Lodini in collaborazione con la dottoressa Ira Vannini, i cui risultati sono stati presentati al seminario a cura di quest’ultima.
Agli interventi di carattere accademico si sono alternate relazioni su strumenti concreti, validanti i modelli presi in esame, percorsi possibili realizzati, sia pure all’interno di esperienze non sempre definite, mai totalizzanti, ma esaustive rispetto agli obiettivi preposti.
Anzi, nel corso della giornata si andava man mano delineando il profilo di una qualità in fieri, di esperienze di innovazione, quasi a comprovare la necessità di uno dei principi fondanti dei sistemi di qualità: il miglioramento continuo.
Le tematiche sono state quindi trattate partendo dal mondo della ricerca (Guasti, Vannini, Senni), ambito indispensabile alla collocazione storica, geografica ed intellettuale della problematica ed irrinunciabile ancoraggio del sistema valoriale a cui la scuola deve far riferimento, passando per alcuni modelli sperimentabili e sperimentati della qualità, fino al racconto delle esperienze vissute ed alla riflessione aperta e a più voci, condotta dall’Ispettrice Benini, nella quale tecnici di settore scelti si confrontavano su alcune tematiche e le possibili risposte della qualità alle emergenze della scuola.
Dopo i saluti del rappresentante del Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Emilia Romagna, dott.ssa Anna Benini, Dirigente Tecnico e Responsabile del Settore Sistemi di Valutazione e del Presidente AICQ ER Franco Drusiani, il primo intervento della giornata è stato quello del professor Lucio Guasti , Ordinario di Didattica Generale, Università Cattolica – Piacenza.
L’attenta e numerosa partecipazione e i questionari di gradimento del convegno hanno rilevato che l’intervento del professor Guasti è stato tra i più apprezzati della giornata. In esso, partendo da interessanti spunti su articoli inglesi d’attualità, che mostravano l’uso del termine “incompetence” in riferimento al fallimento nella gestione della classe di un insegnante e ad un fatto riguardante il governo di Gordon Brown, il professore ha presentato il tema della scuola e della qualità di fronte alle competenze.
Il concetto di competenza in psicologia viene introdotto da Mc Lelland, quando si dichiarò il test d’intelligenza non più sufficiente. Già con Allport, Guilford e Maslow si propone una modalità più centrata sull’idea di personalità, facendo riferimento ai concetti di conoscenze, abilità, e comportamento. Nel 1971 inizia il processo di valorizzazione delle competenze, che ritroviamo nel documento dell’UNESCO del 1987, al Bologna Process, a Lisbona nel 2000, in commissione europea nel 2001 (“The concrete future objects of education system”), nel documento OCSE del 2003, fino ad arrivare nel 2006 alle “Key competences for lifelong learning“ della commissione europea. Il prof. Guasti afferma che la parola “competenza” sembra non essere più di moda nel mondo delle Scienze della Formazione. In effetti esso è un termine che funziona molto bene nel contesto economico e nel management, ma cosa sarebbe se un Sistema Paese puntasse alla mera acquisizione di competenze senza appellarsi ad un sistema scolastico che innanzitutto si preoccupi della formazione della persona? Guasti pone all’attenzione dell’uditorio l’analisi del concetto di competenza: in esso vi è un depotenziamento intrinseco del titolo di studio o professionale. Infatti ci si concentra sulle qualità personali che si giocano al momento della prestazione e dell’operatività. La competenza dura ed è rilevante fino a quando si manifesta. Si concentra sulle qualità personali che si giocano al momento della prestazione. E’ un giudizio sociale. Il destinatario primo del concetto di competenza è l’organizzazione, prima ancora dell’alunno chiamato a dimostrarne le qualità. Dunque la “competenza” sembra sia capace di padroneggiare i processi, gestire la complessità delle situazioni, ma non sembra sia sufficiente ad esaurire le necessità formative dell’alunno del 2008. In effetti le “Indicazioni per il curricolo”, l’ultimo documento di emanazione ministeriale del nostro sistema scolastico, mettono in evidenza “la via italiana all’Europa e all’acquisizione delle competenze indicate a Lisbona… Nell’e-ducere, nel tirar fuori ciò che si è e nella relazione con gli altri, si impara ad apprendere”* Guasti sottolinea che nelle “Key competences” del 2006 si introduce per la prima volta il concetto di consapevolezza. Dove prima si parlava di valutazione, oggi si parla di consapevolezza e creatività. Conclude ricordando che la competenza non risolve il problema della conoscenza, nè quella dei contenuti e sta alla scuola affrontare i problemi delle modalità della conoscenza come anche quello della selezione dei contenuti disciplinari.
L’intervento successivo della professoressa Amalia Franceschini, riguardante la Patente Europea per la Qualità - EQDL (proposta di AICQ Nazionale ed AICA) rimanda ad un progetto che esce dal curricolo scolastico seppure si rivolge in particolar modo agli studenti o ai neo- diplomati e neo- laureati che intendano accreditarsi rispetto ad una competenza che oggi indubbiamente investe trasversalmente più settori lavorativi.
La relazione proposta dalla Dottoressa Ira Vannini dell’Università di Bologna riporta all’interno delle aule scolastiche il problema della valutazione e della autovalutazione , offrendo i risultati di un’indagine tutt’altro che semplice in un mondo che in fin dei conti non ha ancora superato le resistenze e il timore di sottoporre le proprie pratiche educative all’osservazione esterna. Interessante è stato il richiamo al ruolo dell’insegnante che nell’ambito della ricerca svolgeva la doppia funzione di valutatore e valutando, mentre il ricercatore, dati gli strumenti per una indagine quantitativa standardizzata, si poneva come sollecitatore per la discussione e per l’esplicitazione dei diversi punti di vista.
La dottoressa Vannini ha più volte sottolineato l’importanza della condivisione e negoziazione dei significati all’interno del gruppo di ricerca ed il significato di promozione e valorizzazione della professionalità e delle competenze dei docenti nell’autovalutazione.
Lo studio che sta avviando il professor Mario Castoldi (Scienze della Formazione, Università di Torino), presentato al convegno dal prof. Paolo Senni Guidotti Magnani, coordinatore del Nucleo Scuola Aicq Er, già Dirigente Scolastico e Ricercatore IRRE ER e parte dello staff di ricerca, sembra voler spostare l’asse del problema dalla valutazione della figura del docente (tentativo preso a mano più volte da Ex Irre, Univerità ecc..* ) al controllo del processo di insegnamento – apprendimento. In sintesi gli obiettivi del progetto tendono a:

  1. connettere aula ed istituto nell’ SGQ
  2. individuare linee – guida comuni all’interno dell’Istituto che formalizzino i processi di insegnamento;
  3. promuovere corsi interni sulla riflessione e la pratica professionale di essi.

La ricerca si sviluppa partendo non solo dai risultati degli apprendimenti, ma anche dall’osservazione in classe, dall’analisi dello scarto tra le attese e la percezione del servizio erogato da parte dei genitori e degli studenti. Punto di forza della ricerca è il suo carattere innovativo, tesa ad ascoltare, raccogliere le osservazioni e le proposte di modifica provenienti dai singoli istituti che la sperimenteranno facendone uno strumento d’eccellenza che ogni scuola costruisce intorno a se’ stessa.
Anche il professor Vito Infante, Dirigente Scolastico, fondatore della rete Sirq e interlocutore privilegiato dell’USR Piemonte per la qualità nella scuola, partecipa allo staff del professor Castoldi. Nell’ambito del suo intervento, nonostante la illustre e lunga esperienza di certificazione per ottanta scuole del piemontese, ribadisce il “timore dell’indicatore” da parte della scuola italiana, la quale oltretutto è ancora carente di standard nazionali di riferimento. Il preside Infante fa notare la peculiarità del sistema scolastico che, seppure focalizzi sul docente la responsabilità educativa dell’allievo, egli tuttavia non può esserne il controllore esclusivo: il processo di insegnamento apprendimento ha al suo interno una serie di variabili indipendenti che sono fuori dal controllo dell’insegnante. Ecco allora che torna il timore di essere valutati, rischiando di far passare per propria inadempienza (o incompetence, se volessimo richiamarci al docente inglese prima citato) l’insuccesso formativo che potrebbe dipendere da altre cause. Il marchio SAPERI è la risposta piemontese a questo problema, un modello d’eccellenza calato sul sistema scuola, che la libera dalle leggi di mercato, da una certificazione vissuta come appesantimento burocratico e punta ad un efficace incontro tra la scuola e le proprie parti interessate per la definizione di requisiti condivisi sia a livello regionale che nazionale.
Di grande interesse è l’esperienza presentata da Catterina Pasqualin, portavoce dell’AICQ Veneto, Dirigente Scolastico del Circolo Didattico Statale di Conselve, scuola certificata secondo il modello ISO9001/2000 e vincitrice di diversi premi, tra i quali il Premio Qualità Italia per le scuole. Si tratta di un percorso di miglioramento che utilizzando i modelli dell’ SGQ ha puntato alla valorizzazione del personale, tematica della quale nessun modello di eccellenza può fare a meno se intende puntare alla sostanzialità. La relazione della dott.ssa Pasqualin mette in evidenza alcuni obiettivi strategici che sono stati messi in atto, come:

  1. la costruzione di canali per una comunicazione interna/esterna per la preparazione e l’assunzione di decisioni, veicolando le good practices ed evitando gli errori ricorrenti;
  2. la leadership diffusa;
  3. la costruzione, il consolidamento e l’implementazione di una rete di sostegno per il Personale a vari livelli;
  4. la promozione e l’orientamento della formazione del personale coerentemente con le specifiche delle parti interessate, a cominciare dagli allievi.*

Senz’altro chi è avvezzo alle pratiche della qualità e ben conosce il mondo della scuola condividerà appieno le indicazioni segnalate dalla dott.ssa Pasqualin, come l’importanza di coniugare la vision della Direzione con quella della Line, il legare il più possibile le iniziative di pianificazione alle esigenze più sentite dal sistema cliente (personale interno, alunni, genitori..), coinvolgere il personale più motivato e competente all’analisi dei processi, valorizzare l’esistente, orientare i piccoli miglioramenti in un quadro di insieme strutturato. In definitiva questo intervento, che racconta l’esperienza vissuta nell’Istituto di Conselve, sembra voglia testimoniare che i modelli d’eccellenza proposti da ISO o CAF o EFQM siano ancora validi, quando si calano in un contesto capace di cogliere la sfida del rinnovamento, del mettersi in gioco, dell’uscire allo scoperto e mettersi a confronto liberandosi da qualunque timore di essere sottoposto a giudizio, mettendo in pratica uno dei presupposti fondamentali all’ SGQ: il cambiamento di mentalità, inteso come capacità di allineare i propri obiettivi a quelli dell’organizzazione a cui si appartiene, nella consapevolezza che non si può fare un sistema Qualità se non con persone di qualità.
Le sintesi di tutti gli interventi ed i materiali del convegno sono a disposizione sul sito www.aicqer.it  nella voce “archivi”.

 

PROGRAMMA
ore 8.45 accoglienza e registrazione

ore 09.15: apertura del Convegno, Anna Ruggeri, Presidente Settore Nazionale scuola AICQ

ore 09.25: saluti del Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna
ore 09.35: saluti della Presidente Nazionale AICQ

ore 09.45 Lucio Guasti, Ordinario di Didattica Generale, Università Cattolica – Piacenza, Scuola e Qualità: di fronte alle competenze
ore 10.25 Aicq Nazionale e Aica - L'EQDL La patente europea della qualità
ore 10.45: nucleo scuola AICQ Tosco-Ligure, Alfio Pelli, Dirigente Scolastico, Il Sei Sigma: uno strumento efficace per il miglioramento nella Scuola
ore 11.05: Ira Vannini, Ricercatrice di Pedagogia Sperimentale, Dip.di Scienze dell’Educazione, Università di Bologna, Sperimentazione di un modello di valutazione della qualità in una innovazione didattica
ore 11.25 USR Piemonte, rete SIRQ, Aicq scuola Piemonte, Vito Infante, Dirigente Scolastico, Integrare Qualità ed Accreditamento: il marchio S.A.P.E.R.I. della scuola piemontese
ore 11.45 nucleo scuola AICQ Veneto, Catterina Pasqualin, Dirigente Scolastica, Migliorare il servizio puntando sulla valorizzazione del personale utilizzando modelli TQM – I premi servono a migliorare la scuola?
ore 12.05 Aicq scuola Sicilia – Salvatore La Rosa, Ordinario controllo Qualità, Università di Palermo e Isabella Munda, dottore di ricerca in controllo statistico della qualità università di Messina, Sperimentazione di modelli per la qualità negli istituti professionali
ore 12.25 domande del pubblico
ore 12.45: Rete Sirq Piemonte, Simonetta Labanti, Dirigente Scolastica, Proiezione del film Quality Kid da Alice nel paese della qualità,– Strumenti per insegnare la qualità ai ragazzi
Coordina Franco Drusiani, Presidente AICQ Emilia-Romagna e Marche
13.15 Pausa pranzo - assemblea annuale soci scuola AICQ

Ore 14.30 Anna Ruggeri, Presidente Settore Nazionale Scuola AICQ e Paolo Senni Guidotti Magnani, Coordinatore nucleo scuola AICQ Emilia Romagna, Nell’aula la scuola – Una ricerca su Qualità e didattica coordinata dal prof. Mario Castoldi Università di Torino
ore 15.00 AICQ scuola Emilia – Romagna e Marche, Federico De Cillis, Responsabile AICQ Delegazione Marche, Figure professionali per la Qualità nella Scuola: competenze  e formazione
Coordina Paolo Senni Guidotti Magnani, coordinatore nucleo scuola AICQ Emilia-Romagna

Ore 15.30: Tavola rotonda -  Emergenza scuola e risorse dalla Qualità – Introduce, coordina e conclude: Anna Benini dirigente tecnico USR  ER
Caterina Anania dirigente scolastica Bologna, Monia Berghella docente scuola elementare Bologna, Claudio Dellucca ricercatore Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’ Autonomia Scolastica -ex -IRRE Emilia Romagna- Gestione Commissariale, Amalia Franceschini coordinatrice Settore Scuola AICQ Centronord, Salvatore La Rosa Presidente Regionale Age Sicilia, Gian Carlo sacchi Direttore CDE Piacenza, Lilia Pellizzari dirigente scolastica Ravenna

 

MPI Indicazioni per il curricolo, Roma, settembre 2007, introduzione del ministro Giuseppe Fioroni

vedi Il portfolio degli insegnanti tecnodid IRRE ER febbraio 2005 a cura di AIMC,APS,CIDI,DIESSE,FNISM,UCIIM

atti del convegno

A cura della redazione della Rivista "Qualità" di AICQ
Direttore Responsabile:Giovanni Mattana
Redazione: Annalisa Rossi
Realizzazione tecnica a cura di Eli-net S.r.l. società di ELITEC GROUP
Redazione tecnica:Alberto Bobbo, Enrico Ladogana, Claudia Bordin