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Quale futuro per l'Uomo della Qualità ? di Fabio Boeri

in occasione della newsletter n°. 100

 

Se da un lato si cercano di capire i mutamenti della "Qualità", dall'altro lato proviamo in maniera scherzosa, ma non troppo, a capire dove va la professionalità dell'Uomo della Qualità fra desideri, ansie e frustrazioni. Così, forse, si potrà anche un po' capire quali possono essere gli sviluppi del mondo della Qualità stesso.

Fra le molteplici virtù attribuite agli uomini della Qualità non è dato sapere se essi possiedano la facoltà di vedere il futuro, magari scrutando attraverso il monitor del loro vecchio computer, moderna variazione cubica della sferica palla di cristallo.
Certo è che, se per molte altre professioni, forse più fortunate rispetto a quelle intrinsecamente legate all'universo-mondo della Qualità e della Certificazione, si può presumere una sorta di sostanziale omogeneità e continuità nel proprio ruolo, per la professione esercitata dall'Uomo della Qualità questo non risulta essere così evidente.
Basta sfogliare semplicemente un qualunque quotidiano economico per riscontrare che la previsione di sviluppo per le nostre aziende, da quelle di matrice a stampo gerarchico-funzionale fino a quelle fin troppo modernamente organizzate, adombra che il prossimo futuro sarà sempre più costellato di incertezze (recentemente è nata perfino la versione organizzativa del caotico brodo primordiale applicata all'azienda - e non poteva che chiamarsi con un nome che ricorda molto le italiche virtù, ovvero "spaghetti organization", dove tutti, attraverso la spontanea e libera riaggregazione, possono fare tutto). Infatti, dopo aver lavorato duro sul contenimento di costi, richiedendo contemporaneamente un aumento dei volumi produttivi (faccio notare, per gli amanti della statistica intesa come materia, che il fattore di proporzionalità - ovviamente inversa -, è proprio la nostra amata e vituperata Qualità), non siamo ancora in grado di sapere oggettivamente se tutto questo sacrificio sarà ripagato in moneta, sebbene a ragione siamo portati a dire che è comunque servito ad allontanare spettri ben più paurosi. Tutto ciò non coinvolge solo quanto riguarda la mera localizzazione geografica nella quale gli imprenditori del paese andranno a posizionare i propri destini, ma anche quanto riguarda le professioni e le professionalità che verranno richieste nel prossimo futuro, nel quale ci siamo già pienamente addentrati.

A fronte di tali pessimistiche premesse (in questi tempi pseudo-recessivi è bene guardare in faccia la realtà) possiamo solo cominciare a spremere le meningi (qualità alquanto diffusa ed intrusa nei Responsabili Qualità) su cosa è possibile fare per sviluppare le proprie competenze in ambito lavorativo e professionale. Tra job moves, delocalizzazioni e spostamento del focus dai temi interni a quelli esterni all'organizzazione, e facendosi quattro conti in tasca, lo scenario futuro non è sicuramente chiaro e ben delineato.
Ovviamente si sta fantasticando su uno scenario delle professioni che non potrà mai essere così drasticamente mutevole (e se si sta esagerando non vogliatemene a male) ma si vuole invitare alla riflessione su come il ruolo di chi fa Qualità deve cambiare assieme, e fors'anche prevenendo, i tempi che cambiano.
Provando ad analizzare alcuni temi del futuro i principali possono essere:
1. la delocalizzazione: parola tanto amata dai nostri imprenditori. Mete preferite: magari un paese balcanico o carpazico dove non hanno purtroppo ancora capito la differenza tra procedura, ordine imposto e sana "arte di arrangiarsi" all'italiana, o meglio un bel viaggio in Cina (e qui può essere anche utile abbinare dovere al piacere di un buon won-ton);
2. l'aumento della "intelligenza" produttiva: ovvero come produrre di più e meglio al minor costo. E' certo un bel problema che probabilmente se lo sono posto a partire dagli antichi egizi mentre costruivano le piramidi. Peccato che a noi non ci sia stato tramandato il metodo per cui sollevare enormi pietre fino alla sommità di figure solide e che dovevano essere comunque innalzate;
3. lo sviluppo per processi delle aziende: ovvero come introdurre un concetto assoluto che tutti spiegano ma che, alla fine, pochi percepiscono potenzialmente fino in fondo. Quante definizioni conoscete per la parola "processo" ? Siamo bombardati dai concetti di gestione per processi, lavoro per processi, azienda per processi, anche futuro per processi, ma che cosa vuole dire, alla fine ? Non è definirli i processi il vero problema, ma è far marciare, collegare, interagire il tutto come in un processo con un inizio ed una fine altrettanto logici, il vero nodo da sciogliere;
4. Risorse Umane: forse questa è la parola magica ! Si, perché dobbiamo pensare che se una macchina di produzione (proprio quella che ci fa dannare perché, chissà perché proprio il venerdì pomeriggio, sulla tarda ora, sente anche lei avvicinarsi il week end e si mette incontrollatamente - altrimenti perché esiste il controllo qualità - a sfornare pezzi fuori specifica) si smonta facile e si rimonta in altrettanto modo, con le persone non possiamo proprio fare lo stesso. Non è proprio possibile prendere la testa e l'esperienza di un nostro Cipputi e trapiantarla pari pari sul corpo di un compagno slovacco fuor di perestroika !

Non sarà allora che il ruolo dell'uomo della Qualità debba modificarsi radicalmente per diventare l'uomo dei Processi, l'uomo delle Risorse o l'uomo dei Sistemi, magari in lavorando in un concetto sviluppato di networking ?
Capire il lavoro, sviluppare le risorse che devono farlo, entrare nei ruoli, giocare a sua volta il ruolo di mediatore e di consulente interno, assimilare il dovere/necessità di creare e fare sistema, provare e riprovare a sperimentare modalità che tendano a migliorare la vita produttiva: queste sono le nuove frontiere per gli uomini della Qualità.
Che cosa sarebbe uno stabilimento, una macchina, un sistema senza le risorse che, come un meccanismo ad orologeria, ne fanno muovere i "congegni" con la loro capacità ed intelligenza lavorativa ? Cosa sarebbe un servizio se non ci fossero dietro sperimentazioni su come ottenere il miglior risultato atteso in ottica di catena del valore ? Quanto è mutato il concetto di Qualità da quel ormai lontanissimo 1987 quando usci la prima versione della famiglia delle ISO 9000 ? E quanto ancora durerà questa Qualità ?
Ecco la frontiera e la vera trasformazione che ci attende: fare Qualità è fare Organizzazione, Sistema, gestire lo sviluppo reale di una organizzazione, piccola, media o grande che sia.

Molti ci parlano di Risorse di Qualità. Si può solo immaginare quanti e quali risvolti ci sono nel gestire un sistema di sviluppo aziendale, e non si ha neanche idea di quali e quante ricadute ci siano sull'andamento di una organizzazione.
Chiediamoci in quale campo ed in quale accezione meglio si potranno utilizzare i concetti che sono inseriti nella Vision e nella Mission, che con tanta fatica sono stati scritti per il vostro Presidente e che forse ricordate voi e quelli che hanno l'ufficio vicino al piccolo quadretto formato A4 nel quale vi è stata data soddisfazione di appendere il frutto della vostra fatica.
Cosa vi serve poi ? Di quali ingredienti avete bisogno ancora ? Di un sistema di valutazione delle professionalità ? Di un sistema di valutazione del clima aziendale ? Ma chi meglio di voi sa e capisce come confezionare "tailor-made" un questionario di valutazione o di soddisfazione e che poi meglio conosce le tecniche della ruota di Deming per effettuarne l'indispensabile follow-up (ricordate il PDCA imparato nei primi rudimenti della Qualità, che dapprincipio tutti noi abbiamo paganamente adorato, ma che presto abbiamo pure imparato a detestare, soprattutto quando l'uomo della Produzione, altra razza in via d'estinzione ad ovest, lo utilizza in maniera non lecita per dirvi che non siete stati capaci di impostare bene i limiti di accettabilità di un macchina o che, peggio, non sapete nemmeno contare i pezzi prodotti e scartati).
E poi chi sa impostare un sistema a rete e conosce tutti i meandri dell'azienda meglio di voi. Voi soli vedete l'intero sviluppo della vostra organizzazione dalle attività di portineria, alle spedizioni finali, fino all'assistenza tecnica E allora, quanto vi serve per mettere in moto il sistema di re-ingegnerizzazione ? Non vi vengono in mente almeno altri due - tre - quattro - cento modi per riorganizzarvi ?
E quanto difficile può essere definire, misurare e divulgare adesso gli indicatori critici di prestazione dopo aver visto l'inviluppo e lo sviluppo delle attività e il concetto di fornitore-cliente farsi largo e, come per incanto, materializzarsi in realtà ?

Infine, cari colleghi, per chi ha avuto la bontà finora di seguirmi, rivolgiamo i nostri sguardi imploranti agli amici imprenditori, agli odiati-amati datori di lavoro, al fratello "paron".
Noi, uomini della Qualità, stiamo aspettando che la Vostra bontà illuminata venga a tirarci fuori dal nostro piccolo ufficio in fondo al corridoio quasi nascosto per timore reverenziale dopo il magazzino materie prime, male illuminato, offuscato da centinaia di raccoglitori dentro i quali riposano polverosi i test di controllo di tutti i prodotti da Voi confezionati, imballati e spediti almeno negli ultimi 15 anni. Stiamo aspettando la Vostra chiamata, la nuova vocazione: il Vostro spirito imprenditoriale unito alla nostra capacità di sistemizzare, che deve farVi desiderare, sognare e volere una diversa organizzazione, questa volta sì modernamente organizzata, perché si è accorta di avere dentro di sé un figura estremamente m
oderna, pronta a ricostruirsi e a darVi la miglior mano possibile. Prendete noi !




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