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Se
da un lato si cercano di capire i mutamenti della "Qualità",
dall'altro lato proviamo in maniera scherzosa, ma non
troppo, a capire dove va la professionalità dell'Uomo
della Qualità fra desideri, ansie e frustrazioni.
Così, forse, si potrà anche un po' capire
quali possono essere gli sviluppi del mondo della Qualità
stesso.
Fra
le molteplici virtù attribuite agli uomini della
Qualità non è dato sapere se essi possiedano
la facoltà di vedere il futuro, magari scrutando
attraverso il monitor del loro vecchio computer, moderna
variazione cubica della sferica palla di cristallo.
Certo è che, se per molte altre professioni,
forse più fortunate rispetto a quelle intrinsecamente
legate all'universo-mondo della Qualità e della
Certificazione, si può presumere una sorta di
sostanziale omogeneità e continuità nel
proprio ruolo, per la professione esercitata dall'Uomo
della Qualità questo non risulta essere così
evidente.
Basta sfogliare semplicemente un qualunque quotidiano
economico per riscontrare che la previsione di sviluppo
per le nostre aziende, da quelle di matrice a stampo
gerarchico-funzionale fino a quelle fin troppo modernamente
organizzate, adombra che il prossimo futuro sarà
sempre più costellato di incertezze (recentemente
è nata perfino la versione organizzativa del
caotico brodo primordiale applicata all'azienda - e
non poteva che chiamarsi con un nome che ricorda molto
le italiche virtù, ovvero "spaghetti organization",
dove tutti, attraverso la spontanea e libera riaggregazione,
possono fare tutto). Infatti, dopo aver lavorato duro
sul contenimento di costi, richiedendo contemporaneamente
un aumento dei volumi produttivi (faccio notare, per
gli amanti della statistica intesa come materia, che
il fattore di proporzionalità - ovviamente inversa
-, è proprio la nostra amata e vituperata Qualità),
non siamo ancora in grado di sapere oggettivamente se
tutto questo sacrificio sarà ripagato in moneta,
sebbene a ragione siamo portati a dire che è
comunque servito ad allontanare spettri ben più
paurosi. Tutto ciò non coinvolge solo quanto
riguarda la mera localizzazione geografica nella quale
gli imprenditori del paese andranno a posizionare i
propri destini, ma anche quanto riguarda le professioni
e le professionalità che verranno richieste nel
prossimo futuro, nel quale ci siamo già pienamente
addentrati.
A fronte di tali pessimistiche premesse (in questi tempi
pseudo-recessivi è bene guardare in faccia la
realtà) possiamo solo cominciare a spremere le
meningi (qualità alquanto diffusa ed intrusa
nei Responsabili Qualità) su cosa è possibile
fare per sviluppare le proprie competenze in ambito
lavorativo e professionale. Tra job moves, delocalizzazioni
e spostamento del focus dai temi interni a quelli esterni
all'organizzazione, e facendosi quattro conti in tasca,
lo scenario futuro non è sicuramente chiaro e
ben delineato.
Ovviamente si sta fantasticando su uno scenario delle
professioni che non potrà mai essere così
drasticamente mutevole (e se si sta esagerando non vogliatemene
a male) ma si vuole invitare alla riflessione su come
il ruolo di chi fa Qualità deve cambiare assieme,
e fors'anche prevenendo, i tempi che cambiano.
Provando ad analizzare alcuni temi del futuro i principali
possono essere:
1.
la delocalizzazione: parola tanto amata dai nostri imprenditori.
Mete preferite: magari un paese balcanico o carpazico
dove non hanno purtroppo ancora capito la differenza
tra procedura, ordine imposto e sana "arte di arrangiarsi"
all'italiana, o meglio un bel viaggio in Cina (e qui
può essere anche utile abbinare dovere al piacere
di un buon won-ton);
2. l'aumento della "intelligenza" produttiva:
ovvero come produrre di più e meglio al minor
costo. E' certo un bel problema che probabilmente se
lo sono posto a partire dagli antichi egizi mentre costruivano
le piramidi. Peccato che a noi non ci sia stato tramandato
il metodo per cui sollevare enormi pietre fino alla
sommità di figure solide e che dovevano essere
comunque innalzate;
3. lo sviluppo per processi delle aziende: ovvero come
introdurre un concetto assoluto che tutti spiegano ma
che, alla fine, pochi percepiscono potenzialmente fino
in fondo. Quante definizioni conoscete per la parola
"processo" ? Siamo bombardati dai concetti
di gestione per processi, lavoro per processi, azienda
per processi, anche futuro per processi, ma che cosa
vuole dire, alla fine ? Non è definirli i processi
il vero problema, ma è far marciare, collegare,
interagire il tutto come in un processo con un inizio
ed una fine altrettanto logici, il vero nodo da sciogliere;
4. Risorse Umane: forse questa è la parola magica
! Si, perché dobbiamo pensare che se una macchina
di produzione (proprio quella che ci fa dannare perché,
chissà perché proprio il venerdì
pomeriggio, sulla tarda ora, sente anche lei avvicinarsi
il week end e si mette incontrollatamente - altrimenti
perché esiste il controllo qualità - a
sfornare pezzi fuori specifica) si smonta facile e si
rimonta in altrettanto modo, con le persone non possiamo
proprio fare lo stesso. Non è proprio possibile
prendere la testa e l'esperienza di un nostro Cipputi
e trapiantarla pari pari sul corpo di un compagno slovacco
fuor di perestroika !
Non
sarà allora che il ruolo dell'uomo della Qualità
debba modificarsi radicalmente per diventare l'uomo
dei Processi, l'uomo delle Risorse o l'uomo dei Sistemi,
magari in lavorando in un concetto sviluppato di networking
?
Capire il lavoro, sviluppare le risorse che devono farlo,
entrare nei ruoli, giocare a sua volta il ruolo di mediatore
e di consulente interno, assimilare il dovere/necessità
di creare e fare sistema, provare e riprovare a sperimentare
modalità che tendano a migliorare la vita produttiva:
queste sono le nuove frontiere per gli uomini della
Qualità.
Che cosa sarebbe uno stabilimento, una macchina, un
sistema senza le risorse che, come un meccanismo ad
orologeria, ne fanno muovere i "congegni"
con la loro capacità ed intelligenza lavorativa
? Cosa sarebbe un servizio se non ci fossero dietro
sperimentazioni su come ottenere il miglior risultato
atteso in ottica di catena del valore ? Quanto è
mutato il concetto di Qualità da quel ormai lontanissimo
1987 quando usci la prima versione della famiglia delle
ISO 9000 ? E quanto ancora durerà questa Qualità
?
Ecco la frontiera e la vera trasformazione che ci attende:
fare Qualità è fare Organizzazione, Sistema,
gestire lo sviluppo reale di una organizzazione, piccola,
media o grande che sia.
Molti
ci parlano di Risorse di Qualità. Si può
solo immaginare quanti e quali risvolti ci sono nel
gestire un sistema di sviluppo aziendale, e non si ha
neanche idea di quali e quante ricadute ci siano sull'andamento
di una organizzazione.
Chiediamoci in quale campo ed in quale accezione meglio
si potranno utilizzare i concetti che sono inseriti
nella Vision e nella Mission, che con tanta fatica sono
stati scritti per il vostro Presidente e che forse ricordate
voi e quelli che hanno l'ufficio vicino al piccolo quadretto
formato A4 nel quale vi è stata data soddisfazione
di appendere il frutto della vostra fatica.
Cosa vi serve poi ? Di quali ingredienti avete bisogno
ancora ? Di un sistema di valutazione delle professionalità
? Di un sistema di valutazione del clima aziendale ?
Ma chi meglio di voi sa e capisce come confezionare
"tailor-made" un questionario di valutazione
o di soddisfazione e che poi meglio conosce le tecniche
della ruota di Deming per effettuarne l'indispensabile
follow-up (ricordate il PDCA imparato nei primi rudimenti
della Qualità, che dapprincipio tutti noi abbiamo
paganamente adorato, ma che presto abbiamo pure imparato
a detestare, soprattutto quando l'uomo della Produzione,
altra razza in via d'estinzione ad ovest, lo utilizza
in maniera non lecita per dirvi che non siete stati
capaci di impostare bene i limiti di accettabilità
di un macchina o che, peggio, non sapete nemmeno contare
i pezzi prodotti e scartati).
E poi chi sa impostare un sistema a rete e conosce tutti
i meandri dell'azienda meglio di voi. Voi soli vedete
l'intero sviluppo della vostra organizzazione dalle
attività di portineria, alle spedizioni finali,
fino all'assistenza tecnica E allora, quanto vi serve
per mettere in moto il sistema di re-ingegnerizzazione
? Non vi vengono in mente almeno altri due - tre - quattro
- cento modi per riorganizzarvi ?
E quanto difficile può essere definire, misurare
e divulgare adesso gli indicatori critici di prestazione
dopo aver visto l'inviluppo e lo sviluppo delle attività
e il concetto di fornitore-cliente farsi largo e, come
per incanto, materializzarsi in realtà ?
Infine,
cari colleghi, per chi ha avuto la bontà finora
di seguirmi, rivolgiamo i nostri sguardi imploranti
agli amici imprenditori, agli odiati-amati datori di
lavoro, al fratello "paron".
Noi, uomini della Qualità, stiamo aspettando
che la Vostra bontà illuminata venga a tirarci
fuori dal nostro piccolo ufficio in fondo al corridoio
quasi nascosto per timore reverenziale dopo il magazzino
materie prime, male illuminato, offuscato da centinaia
di raccoglitori dentro i quali riposano polverosi i
test di controllo di tutti i prodotti da Voi confezionati,
imballati e spediti almeno negli ultimi 15 anni. Stiamo
aspettando la Vostra chiamata, la nuova vocazione: il
Vostro spirito imprenditoriale unito alla nostra capacità
di sistemizzare, che deve farVi desiderare, sognare
e volere una diversa organizzazione, questa volta sì
modernamente organizzata, perché si è
accorta di avere dentro di sé un figura estremamente
moderna, pronta a ricostruirsi e a darVi la miglior
mano possibile. Prendete noi !
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