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PROMEMORIA QUINTA CONFERENZA INTERNAZIONALE SA 8000
STRUMENTO PER L'ETICA DELLE IMPRESE
ASSISI 20 e 21 OTTOBRE 2003

news

Newsletter n°. 100

 

Su questo argomento proponiamo:

Fomazione: LA RESPONSABILITA' SOCIALE DI IMPRESA.
LE NORME SA 8000

Workshop:
CERTIFICAZIONE SOCIALE: PER UNO SVILUPPO "REGOLARE" E DI QUALITA'

 

 

 

20 ottobre 2003

Dopo il saluto di benvenuto di Padre Vincenzo Coli Guardiano del Sacro Convento di San Francesco di Assisi, felice di avere potuto ospitare l'importante convegno, ha preso la parola il responsabile della Coop del Centro Italia Giorgio Raggi che ha portato il saluto del Presidente Prodi sottolineando l'importanza di riuscire a portare all'interno della libera concorrenza la dimensione della responsabilità sociale delle imprese, descrivendo il cambiamento del ruolo governativo che si va sempre più spostando da quello di attore interessato a quello di arbitro facendo infine presente quanto l'Europa sia sensibile alla promozione dell'etica sociale nelle imprese.
Successivamente ha preso la parola il Presidente della Coop Italia Vincenzo Tassinari, sponsor ufficiale del convegno, il quale ha presentato il progetto di certificazione SA 8000 fortemente desiderato, voluto, implementato e raggiunto all'interno della Coop Italia. Ha altresì annunciato la volontà aziendale di estendere la certificazione dai 300 fornitori oggi certificati a tutti i loro 3000 fornitori per arrivare così ad un completo controllo della filiera di approvvigionamento.
Ha preso poi la parola il Presidente del SAI Alice Tepper Marlin che ha parlato dei successi raggiunti in termini di certificazioni SA 8000 portate a termine a livello mondiale e che vede l'Italia al primo posto, elencando inoltre i vari progetti in atto e futuri che interessano ed interesseranno differenti aree e Nazioni. Ha fatto presente la necessità di diffondere la cultura della conformità etica e sociale aziendale, in modo da sensibilizzare sempre più l'opinione pubblica che ultimamente molto ha contribuito nel condizionare le politiche globali di produzione. Ha portato ad esempio la Regione Umbra che sta portando avanti al suo interno la certificazione SA 8000, con l'intento di condizionare all'esistenza di detta certificazione i finanziamenti regionali, gli appalti, le autorizzazioni e gli accreditamenti.


La parola è passata al Presidente della Regione Umbra Maria Rita Lorenzetti la quale ha descritto come la Regione Umbra sia stata molto accorta nell'analizzare e seguire la trasformazione della produzione regionale da agricola ad industriale e terziario, cercando nel limite del possibile di pilotarla ora come in passato con particolare attenzione all'ambiente, alla responsabilità sociale, alla prevenzione, alla sicurezza ed alla salvaguardia e protezione delle tradizioni produttive locali.
Ha auspicato di promuovere a livello Nazionale una campagna di informazione sul "consumo consapevole" cercando così di punire ed isolare i furbi premiando invece gli imprenditori che credono e perseguono l'etica sociale d'impresa. Ha sottolineato come l'etica che sicuramente comporta considerevoli costi, presenti anche e comunque dei vantaggi di indubbio valore economico. Ha asserito che la regione Umbra continuerà sulla strada già tracciata di migliorare sempre più l'efficacia, l'efficienza e la qualità dei servizi. La Regione Umbra ha messo a disposizione finanziamenti per favorire anche nella media e piccola impresa la certificazione SA 8000.

Richard Howitt, relatore della Commissione Europea sulla Responsabilità Sociale, prendendo la parola, ha asserito che, da sondaggi ultimamente fatti, appare chiaramente come i consumatori Europei non nutrano particolare fiducia sulle aziende e sui politici.
L'Europa vuole inserire ed inserirà sugli appalti la certificazione obbligatoria relativamente alla responsabilità sociale d'impresa. Non è stata comunque stabilita e scelta la normativa standard e va inoltre tenuto presente che non esiste solamente l'SA 8000 ma esistono almeno una decina di altri standard a riguardo. Sono stati invece già definiti i principi ed i concetti che presto saranno applicati.
Si sta inoltre cercando di arrivare ad uno standard Europeo lavorando sugli standard esistenti, ma non sembra una impresa di facile attuazione. Vogliono evitare per quanto possibile eventuali fenomeni di corruzione che in passato hanno fagocitato deviandoli consistenti fondi stanziati per lo sviluppo. Ha detto infine che è bene che le aziende cerchino di anticipare ciò che di sicuro in Europa diventerà obbligatorio.

Ha preso poi la parola Enrico Pianeta, Presidente della Commissione Diritti Umani del Senato, sottolineando come questi problemi siano strettamente connessi e legati ai diritti umani. Asserendo inoltre che anche le Nazioni Unite prenderanno posizione in merito alla responsabilità sociale ed ambientale d'impresa. La globalizzazione, aggiungeva, dovrà essere e sarà governata.

La Senatrice Grazia Sestini in qualità di Segretario del ministero Welfare, portando il saluto del Ministro Roberto Maroni, ha asserito, ed è stata una doccia fredda, che per il Ministero Welfare va bene tutto purché resti a livello volontario e non imposto, in quanto le imprese oggi non possono essere ulteriormente aggravate da ulteriori costi legati alle nuove certificazioni.

21 ottobre 2003 (inizio lavori)

Ha preso la parola Johannes Merck rappresentante della azienda Otto Versand consulente della Coop Italia, descrivendo come siano generalmente migliorati gli standard ambientali e la qualità delle condizioni di lavoro e come questo sia avvenuto non tanto per la presenza di norme giuridiche quanto per la crescente sensibilizzazione della società. Egli dice che il beneficio logico delle certificazioni non è ancora incoraggiante o visibile in quanto detti progetti non vengono visti ed interpretati come possibilità di miglioramento continuo.

Asseriva inoltre che le campagne di denuncia di comportamenti "Non Conformi" all'SA 8000 di alcune Aziende molto conosciute, sono servite moltissimo a sensibilizzare l'opinione pubblica, ma che oggi servirebbe maggiormente una sensibilizzazione delle aziende mediante una campagna di informazione sui vantaggi economici e di immagine che queste certificazioni producono a medio e lungo termine. L'utilizzo degli standard sociali non è più una questione di soli costi ma di valore aggiunto.


Ruolo del produttore:

Sara Tomasiello (responsabile SGQ dell'azienda di abbigliamento Monnalisa SpA)

E' questo un esempio di PMI che si è certificata SA 8000. Loro si sono interrogati sull'etica aziendale nella loro realtà di tipo familiare, non sindacalizzata ed appartenente ad un settore povero. Hanno lavorato sulle risorse umane curando molto i rapporti con il personale, curandone la formazione ed il flusso interno di informazione. Hanno promosso la figura aziendale come figura di collaborazione e propositiva nella risoluzione dei problemi del personale. Relativamente al controllo della filiera dell'approvvigionamento, si sono proposti come punto di riferimento dei fornitori coinvolgendoli nel processo di valutazione e tracciabilità etica del prodotto. Hanno redatto anche se in forma artigianale un Bilancio sociale, migliorando quella che oggi viene definita la comunicazione esterna. Cosa sono riusciti a migliorare? Quali sono stati i benefici raggiunti? Il coinvolgimento e la valorizzazione delle risorse umane hanno nettamente migliorato il clima interno aziendale. Sono riusciti ad innescare una gestione consapevole del personale che ha inoltre percepito quanto l'azienda era disponibile a discutere e nel limite del possibile a risolvere i loro problemi. E' migliorata sensibilmente la comunicazione tra la proprietà ed i vari collaboratori ed é nato infine uno stretto rapporto con i fornitori che ha portato ad una condivisione degli obiettivi.

Luciano Sita (presidente della Granarolo)

E' un esempio di come una fra le più grandi filiere di produzione di latte fresco e suoi derivati si sia certificata SA 8000. Trattasi di una struttura di 12 stabilimenti distribuiti omogeneamente in Italia, di 1000 automezzi destinati alla distribuzione, di 55.000 diversi gruppi di vendita e di 1.350 dipendenti. Anche loro hanno messo al centro dell'attenzione il valore della persona e con il personale hanno redatto un cruscotto dei valori, chiamato bussola, che ha dato poi origine ad un libricino che viene consegnato a tutti i dipendenti. Hanno redatto un bilancio sociale che per due volte ha ricevuto la nomination come miglior bilancio sociale. Hanno promosso una campagna di sensibilizzazione nei confronti di tutti i fornitori sulla certificazione SA 8000. Hanno dato la possibilità a tutti i dipendenti di notificare eventuali non conformità ed in caso di mancata risposta aziendale, di poter inoltrare anche in forma anonima una denuncia agli enti certificanti. L'SA 8000 è stato da loro considerato come l'investimento presente e futuro più importante.

Buone prassi di responsabilità sociale di impresa

Adrian Henriques (Consulente Senior JustAssurance)

Per questo giovane consulente di un'importante società assicurativa specializzata in aeroporti, la globalizzazione del commercio porta inevitabilmente a seri impatti aziendali ed ad una maggiore fragilità economica. Avverte che la difficoltà maggiore incontrata nell'applicazione della certificazione SA 8000 sta nel controllo della catena delle forniture e soprattutto nell'assegnazione delle responsabilità all'interno della stessa. Aggiunge inoltre che non è possibile ne ammissibile delegare ad altri le proprie responsabilità.

Michael Arretz (General manager della Systain Consulting)

Questa società si occupa di studiare, nella crescita aziendale, il modo di ridurre l'inquinamento e le risorse materiali che entrano in gioco nella produzione con particolare attenzione e riferimento alle politiche sociali. Si sono specializzati nel settore tessile , dei mobili e dei legnami ed in particolar modo nei problemi legati al rapporto dettaglianti / produttori. Le caratteristiche richieste al mercato dei dettaglianti sono: qualità, velocità, prezzo, servizi, creatività ed attenzione alle problematiche sociali. Esiste all'uopo uno specifico standard del mercato del dettaglio "Ave Sector Model" che prevede dei test e dei controlli su tutte le fasi della produzione e non solamente sull'ultimo anello relativo al dettagliante. Ciò viene ottenuto mediante indagini, raccolta di dati, formulazione di concetti, discussione, scelte operative ed implementazione finale. Il miglioramento continuo deve toccare gli aspetti Tecnico-Strutturale, Economico e Sociale.

Stefano Pogutz (Proff. di Business Administration e ricercatore presso la "Bocconi")

Ha portato una esperienza lavorativa svolta per conto del ministero Welfare, che riguardava l'individuazione e lo studio di nuovi strumenti per incentivare e spingere comportamenti conformi a tematiche sociali. In sostanza quando si dice che determinate scelte creano valore aggiunto; cos'è questo valore e chi ne usufruisce? Trattasi dello studio della sostenibilità sia macro che di impresa (vedi i miglioramenti Tecnico-Strutturali, Economici e Sociali toccati nel precedente intervento). Ha parlato del concetto di misurazione come necessità indispensabile per poter definire gli obiettivi, le strategie ed il piano strategico di un processo. Ha fatto presente che gli indici di misurazione sono in relazione e specificatamente legati agli attori che entrano in gioco (tecnici interni od esterni alla struttura, clienti finali ecc.) ed inoltre ha sottolineato l'esigenza che detti indici contengano al loro interno caratteristiche di analiticità, semplicità e praticità. Come obbiettivi del progetto sono stati scelti: la promozione dello standard CSR, l'assicurazione di garanzia nei confronti dei cittadini e la preparazione di una lista base di riferimento sugli indicatori di misura. A questo punto è nato un parapiglia perché ci si è chiesti se a livello Governativo c'è effettivamente il desiderio o la determinazione di spingere lo standard CSR al posto dell'SA 8000. E' stato altresì detto che anche a livello Europeo si guarda favorevolmente allo standard CSR perché più completo e contenente l'aspetto ambientale mentre l'SA 8000 contiene solamente l'aspetto sociale del lavoro.

E' stato allora chiesto se c'è la volontà da parete Europea o Nazionale di arrivare ad elaborare uno standard di base che unifichi la dozzina di standard attualmente esistenti. La risposta è stata che si dovrebbe fare ma che la soluzione se non impossibile è molto difficile e lontana.
Dalla platea è emerso che la proliferazione degli standard genera difficoltà sia nel predisporre gli indicatori che nel misurali ed inoltre aumentano considerevolmente i costi. Infine è stato anche sottolineato che codici diversi implicano diversi approcci sia descrittivi che impositivi con tutti gli annessi e connessi. La risposta è stata che effettivamente gli standard stanno aumentando ma questi non sono in antitesi gli uni con gli altri ed inoltre i codici vanno scelti e gestiti dalle aziende e non possono essere stabiliti dai governi.

Implementazione e valutazione degli standard di responsabilità sociale in Europa

Gemma Crijns (Dirigente Institute for Responsible Business, Nyenrode University)

Ha lavorato pesantemente nello sviluppo e nell'implementazione dello standard SA 8000, suggerisce di intensificare la formazione di tutte le componenti coinvolte e consiglia di lavorare per settore arrivando ad una specializzazione di settore.
Stanno inoltre studiando, dice, l'impatto dell'SA 8000 sulle varie parti coinvolte prima fra tutte il sindacato. Ha enunciato tra i vari benefici immateriali riscontrati la diminuzione del tasso di incidenti sul lavoro, l'incremento dei nuovi clienti, il miglioramento del morale interno aziendale, la riduzione della turnazione del personale, la riduzione delle ore straordinarie a parità di volumi di produzione e di personale.

Simone De Colle (CELE Università LIUC)

Cosa c'è di buono sull'SA 8000? Definisce livelli di performance, è esternamente certificabile, è integrabile con l'ISO 9000, è affidabile, credibile e riconosciuto dai clienti. Relativamente alla comparazione tra il CSR e l'SA 8000 asseriva che l'SA 8000 non copre tutto e tutti i gruppi interessati e/o portatori di interesse. Egli vede due possibili strade: una che prevede l'ampliamento dell'SA 8000 agli aspetti mancanti, soluzione questa che implicherebbe una ridigitazione del codice e quindi da lui considerata troppo o molto onerosa ed una seconda che punti invece alla convergenza dei codici, soluzione quest'ultima da lui considerata vincente anche in considerazione del fatto che l'Europa e le varie Nazioni vedrebbero bene una unificazione dei codici. Asserisce infine che sarebbe favorevole ad una convergenza anche in assenza di fusione fisica dei vari codici. A questo punto c'è stato un Intervento di un rappresentante della Associazione Italiana codici etici di responsabilità il quale ha asserito che andare a sovrapporre qualche cosa che già esiste potrebbe creare ulteriori problemi, per cui vedrebbe un generale posizionamento su tre fronti: l'ISO 9000 come certificazione aziendale di qualità legata ai clienti, l'SA 8000 come certificazione di responsabilità sociale legata ai lavoratori e l'ISO 14000 come certificazione di qualità legata all'ambiente.

Chiusura dei lavori


Precisazioni:

Tre sono stati i pannelli del convegno che ho potuto seguire, ma in sovrapposizione a questi c'erano altri 10 pannelli alcuni dei quali molto interessanti. Non essendo stati consegnati gli atti del convegno, mi sono informato sul modo di ottenerli e mi è stato risposto che sarebbero stati pubblicati a breve scadenza sui siti ufficiali del SAI e della COOP. Comunque ho raccolto tutto il materiale disponibile che provvederò a consegnarle in occasione del prossimo incontro. Il materiale comprende:

· Il programma con i titoli dei vari pannelli del convegno.
· L'opuscolo descrittivo della quinta conferenza Internazionale promossa dal Social Accountability International sull'SA 8000.
· La lettera dell'ISVI n. 1/2002 relativa allo standard per la certificazione sociale (SA 8000).
· La guida alla responsabilità Sociale - La norma SA 8000 a cura del C.I.S.E. con il patrocinio delle Camere di Commercio.
· Il Regolamento per la certificazione di Sistemi di Gestione della Responsabilità Sociale in Vigore dal 1° ottobre 2003 emesso dal RINA.
· Oltre le attuali problematiche di gestione integrata -. Il tema dell'etica aziendale emesso dal RINA
· ecc. ecc.

RingraziandoVi ancora per l'opportunità concessami, colgo l'occasione per porgerVi cordiali saluti.

Tadiello Dr. Francesco
tadiello@libero.it






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